L’antitrust controlla Google Assistant

Tra le domande che un nuovo telefono android chiede al nuovo proprietario c’e’: “vuoi che l’assistente risponda anche a schermo spento ?

Pensate di dimenticare il telefono sulla scrivania e chiedergli comunque di aprire una pagina sul vostro computer. Oppure chiedergli di accendere la radio.

Ad esempio: “Ok Google, che tempo farà domani ?”, senza sbloccare il telefono.

Senza bisogno dello smart speaker di Google.

E’ un salto di qualità che rende ogni telefonino un potenziale assistente vocale da tasca. Permanente.

Le notizie sotto linkate indicano che l’Europa vorrebbe sapere se la app predefinita è anche esclusiva.

Rispondiamo noi: no, non lo è. Basta installare la app Alexa e funziona senza distinguo.

Certo Alexa va prima installata. Ma siamo sicuri che anche disinstallando Google Assistant questo non resti disponibile con altre modalità ?

L’indagine inizia: chissà se l’Europa affronterà gli aspetti di interactive design vocale e non.

Quali considerazioni portiamo a casa da questa notizia ?

  • L’accesso all’assistente virtuale è in mano al gestore del servizio
  • La facilità di attivare le nostre routine/skill dipende da quello che il gestore ci concede di fare
  • E’ un monopolista: nonostante qualsiasi indagine, noi dipendiamo dalle approvazioni e dalle verifiche di conformità
  • L’uso dello smartphone senza sblocco apre ad usi pericolosi se non pianificati
  • Allo stesso modo, chiunque può chiedere informazioni per un dispositivo, e attualmente il nostro timbro vocale non è una password

Quindi diventa necessario prevedere risposte diverse se le informazioni restituite sono “particolari” e solo dopo una pur rapida identificazione.

Per approfondire:

la fonte

– linkografia su assistenti e diritto

 

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